Ciro Riccardi
alias
Papiello

Artista e Pittore napoletano, le risonanze luminose della sua pittura hanno una presenza Forte nella sua arte. Esse si nascondono qualche volta dietro dei collage, un’architettura di linee tutte fortemente disegnate che si inspirano volentieri ai grandi maestri del Rinascimento italiano. Finezza della scrittura, contrasto con l’audacia, tonalità ambra che qualche volta possono far pensare ai vetri, ecco qualche pista della creatività di Ciro Riccardi. Le luci piazzate con buona conoscenza di causa sono rafforzate e intensificate grazie ad un’armatura grafica studiata con sensibilità ed estetismo. Il disegno è una vera costruzione invisibile che sottolinea la presenza del soggetto. Così l’apprezzatore dell’arte non può che inciampare su una grande facilità dell’approccio estetico. Alcuni riferimenti ad alcuni maestri conosciuti vanno a perturbare la personalità di questo pittore. Solo qualche collages può ricordarci la mano del “Botticelli” o di “Antonio del Pallaiolo”; questo che può sembrare a volte come un uomo silenzioso. La personalità di questo artista trasfigura nella maggiore parte delle sue opere. I suoi ocra, blu pastello si uniscono in una complicità senza urti né ombre. La sua arte si lega all’alchimia di un linguaggio destinato a chiarire il senso nascosto delle cose. Di una impressionante diversità, l’opera di Ciro Riccardi è il grido di un artista, pittore autentico che si esprime tra l’espressionismo figurativo e l’arte libera. Egli aspira prima di tutto a donarci la possibilità di scoprire nuovi orizzonti della creatività artistica. Questo plasticista passa ogni giorno nel suo atelier delle lunghe ore dove la sua immaginazione gli permette di Vivere le sue composizioni, per una finalità sempre presente. Egli sa rendere omaggio all’Italia, ci fa prendere coscienza che questo paese rappresenta “ la culla” della nostra cultura occidentale, in effetti la sua arte è uno slancio di verità, convinzioni che sono sue.

Ciro Riccardi è nato a Napoli nel 1950 dove vive e sviluppa un’intensa attività artistica. Nella sua infanzia, quando non aveva che qualche anno, egli frequentava l’atelier di uno zio artista pittore dove egli sviluppa il suo amore per la pittura. Egli frequenta negli anni 60 l’Istituto d’Arte “Filippo Palazzi”. Fu spinto dallo zio stesso a sviluppare una carriera di pittore e gli anni formano un artista che porta in sé le esigenze, le amarezze di un uomo del Sud che è profondo come la sua pittura, più spontaneo che riflessivo. I suoi decori suggeriscono gli stati d’animo di quelle presenze femminili sempre ben disegnate, qualche volta più “rotondette”ma sempre presenti. La sua immaginazione libera tutte le nostalgie. Scene di generi, personaggi mitici quali i “Pierrot et Colombine”, “conchiglie giganti “, “Volo d’uccello”, opere diverse le une dalle altre, che spingono il romanticismo verso una grazia poetica. Qui l’opera è lontana dalle grida, dai tormenti, essa è serena, con una mescolanza di profetismo ed espressionismo. La grande differenza delle sue tele può far pensare ad una mancanza di personalità. Non è questo: ma è solo il risultato di un’intensa curiosità. L’artista pluridisciplinare inventa per noi il realismo. I suoi disegni sono fiabe e accompagnano la tela in un grande lirismo visivo.
CLAUDIA AMODEO
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